Presidenti della Repubblica Italiana (1946 a 2013)

Aporte de Antonio Cascone

ANNI DI PRESIDENZA
CAPO DELLO STATO

1946-1948
1948-1955
1955-1962
1962-1964
1964-1971
1971-1978
1978-1985
1985-1992
1992-1999
1999-2006
2006-2013
2013-......

Enrico De Nicola (capo provvisorio dello stato)
Luigi Einaudi
Giovanni Gronchi
Antonio Segni
Giuseppe Saragat
Giovanni Leone
Sandro Pertini
Francesco Cossiga
Oscar Luigi Scalfaro
Carlo Azeglio Ciampi
Giorgio Napolitano
Giorgio Napolitano
Presidenti della Repubblica italiana

De Nicola, Enrico (Napoli 1877 - Torre del Greco 1959), giurista e uomo politico italiano. Fu deputato della sinistra liberale durante l'età giolittiana, quindi presidente della Camera (1920-1923) e senatore dal 1929. Durante il fascismo non svolse attività politica. Ripreso un ruolo attivo nel 1944, svolse opera di mediazione tra i partiti antifascisti e la Corona, e quindi ricoprì la carica di capo provvisorio dello stato tra il 1946 e il 1948. Istituita la Corte costituzionale, nel 1956 ne divenne il primo presidente.

Einaudi, Luigi (Carrù, Cuneo 1874 - Roma 1961), economista e uomo politico italiano, fu presidente della Repubblica dal 1948 al 1955. Nel 1896 iniziò a collaborare con "La Stampa" di Torino scrivendo articoli di argomento economico in cui si rivelò un fermo assertore dei principi liberistici; dai primi del Novecento estese le sue collaborazioni anche a periodici inglesi e americani. Nel 1900 fu nominato professore di scienza delle finanze all'Università di Torino. Contrario al regime fascista di Benito Mussolini, nel 1943 emigrò in Svizzera. Tornato in patria dopo la fine della seconda guerra mondiale, ottenne la nomina di direttore della Banca d'Italia (1945); fu membro della Costituente (1946-47) e ministro del Bilancio (1947-48) sotto il governo di Alcide De Gasperi; in questa carica svolse un ruolo decisivo per il risanamento finanziario e la stabilizzazione della moneta. Nel 1948 divenne senatore a vita e nello stesso anno fu eletto come primo presidente della Repubblica italiana.

Gronchi, Giovanni (Pontedera, Pisa 1887 - Roma 1978), politico italiano, presidente della Repubblica (1955-1962). Entrò nel movimento sindacale cattolico a quindici anni e si distinse nella prima guerra mondiale. Fu eletto deputato tra le file del Partito popolare (da cui nacque poi la Democrazia Cristiana), che contribuì a fondare insieme a don Luigi Sturzo nel 1919. Sottosegretario all'Industria e Commercio nel governo formato da Benito Mussolini nell'ottobre 1922, passò successivamente all'opposizione e si dimise l'anno successivo e poco dopo, a causa della sua adesione alle forze antifasciste, venne espulso dal governo e dal Parlamento. Come rappresentante della Democrazia Cristiana presso la direzione del Comitato di liberazione nazionale, svolse un ruolo di primo piano nel movimento antifascista clandestino. Ebbe numerosi incarichi nei governi del dopoguerra: fu ministro dell'Industria e del Commercio (1944-1946), presidente del gruppo democristiano alla Costituente e presidente della Camera dei deputati dal 1948 al 1955, anno in cui fu eletto presidente della Repubblica.

Segni, Antonio (Sassari 1891 - Roma 1972), politico italiano, presidente della Repubblica (1962-1964). Fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana, deputato, più volte ministro e presidente del Consiglio dei ministri (1955-1957; 1959-60). Eletto presidente della Repubblica nel 1962, si dimise nel 1964 in seguito a una grave malattia.

Saragat, Giuseppe (Torino 1898 - Roma 1988), uomo politico italiano e presidente della Repubblica (1964-1971). Socialista riformista, emigrò in Svizzera durante il fascismo stringendo rapporti di collaborazione con Pietro Nenni. Nel dopoguerra organizzò la scissione dei socialdemocratici dal Partito socialista italiano (PSI), in contrasto con la politica di unità d'azione con i comunisti perseguita da Nenni, dando vita al Partito socialista democratico italiano (PSDI). Più volte ministro nei governi di centrosinistra, fu eletto presidente della Repubblica con i voti dei partiti di governo e dei comunisti. Dal 1971 tornò alla direzione del Partito socialdemocratico.

Leone, Giovanni (Napoli 1908 - Roma 2001), uomo politico italiano. Professore universitario, fu deputato per la Democrazia cristiana nella Costituente e poi fino al 1967, quando divenne senatore a vita. Più volte alla guida del governo, fu eletto presidente della repubblica nel 1971. Nel 1978, a pochi mesi dalla scadenza del mandato, si dimise in seguito a uno scandalo che lo coinvolse con vari esponenti del governo e del suo partito, pur respingendo le accuse.

Pertini, Sandro (Stella San Giovanni, Savona 1896 - Roma 1990), uomo politico italiano, presidente della Repubblica (1978-1985). Dopo aver combattuto nella prima guerra mondiale, entrò nel Partito socialista (PSI) nel 1918. Arrestato dal regime fascista nel 1926, per aver aiutato Filippo Turati a fuggire in Francia, trascorse alcuni mesi in prigione e poi lasciò l'Italia. Rientrato clandestinamente, fu incarcerato di nuovo nel 1928 e dopo sette anni di detenzione fu condannato al confino a Ponza e Ventotene. Liberato nel 1943, militò fra le file della Resistenza; venne arrestato dai tedeschi ma riuscì a evadere dal carcere di Roma e raggiunse Milano, dove diventò uno dei massimi dirigenti del Comitato di liberazione nazionale.
Insieme a Pietro Nenni e a Giuseppe Saragat riorganizzò il Partito socialista e dal 1945 al 1946 e poi ancora dal 1948 al 1952 fu direttore del giornale di partito "Avanti!"; nel 1946 divenne membro dell'Assemblea costituente, quindi fu senatore (1948-1953), e in seguito deputato alla Camera. Dopo avere ricoperto la carica di presidente della Camera (1968-1976), venne eletto presidente della Repubblica, in seguito alle dimissioni di Giovanni Leone (1978). Diede alla sua presidenza una forte impronta democratica, sapendo suscitare simpatie e consenso in larga parte dell'opinione pubblica.

Cossiga, Francesco (Sassari 1928), uomo politico italiano, presidente della Repubblica (1985-1992). Iscritto alla Democrazia Cristiana dal 1945, venne eletto deputato nel 1958. Fu ministro della Riforma della pubblica amministrazione nel 1976 e ministro degli Interni dal 1976 al 1978, quando si dimise in seguito all'assassinio di Aldo Moro; quindi ottenne l'incarico di presidente del Consiglio (1979-1980) e di presidente del Senato (1983-1985). Eletto nel 1985 alla presidenza della Repubblica, negli ultimi anni del suo mandato assunse più volte posizioni molto nette sulle vicende politiche e sociali, esprimendo critiche dirette alla classe politica e alla magistratura. In un clima di consensi e di accuse, culminate in quella di attentato alla Costituzione formulata dai partiti di opposizione al governo, si dimise un mese prima della scadenza del mandato.
Nel 1998 ha fondato un nuovo partito, l'UDR (Unione democratica per la repubblica), nel quale sono confluiti il partito dei Cristiani democratici uniti (CDU), parte del Centro cristiano-democratico ed elementi di Forza Italia. Dopo la caduta del governo Prodi, l'UDR è entrata nella maggioranza che sostiene il nuovo governo guidato da Massimo D'Alema, formato nell'ottobre 1998.

Scalfaro, Oscar Luigi (Novara 1918), politico italiano, presidente della Repubblica (1992-1999). Magistrato, deputato della Democrazia Cristiana dal 1948, nel biennio 1965-1966 fu vicesegretario del partito. Ministro dei Trasporti (1966-1968; 1972) e della Pubblica Istruzione (1972-73), fu ministro degli Interni (1983-1987) durante il primo e il secondo governo presieduto da Bettino Craxi. Nel 1992 venne eletto prima presidente della Camera, in sostituzione di Nilde Jotti, poi presidente della Repubblica, succedendo a Francesco Cossiga. Nel maggio del 1999, al termine del settennato, ha lasciato la carica a Carlo Azeglio Ciampi.


Ciampi, Carlo Azeglio (Livorno 1920), economista e politico italiano, presidente del Consiglio (1993-1994), presidente della Repubblica dal 1999. Membro della Resistenza, funzionario della Banca d'Italia dal 1946, fu governatore per l'Italia della Banca mondiale. Segretario generale (1973-1976), quindi vicedirettore generale (1976-1978) della Banca d'Italia, ne fu nominato governatore nel 1979, incarico che mantenne fino al 1993 quando assunse la presidenza del Consiglio dei ministri (1993-1994), primo non parlamentare a ricoprire la carica di capo dell'esecutivo, alla guida di un governo tecnico di transizione. Dal 1996 è ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica nel governo presieduto da Romano Prodi, è stato riconfermato nella stessa carica da Massimo D'Alema, nuovo presidente del Consiglio dall'ottobre 1998. Il 13 maggio 1999 è stato eletto alla prima votazione, con larga maggioranza (707 voti su 990), decimo presidente della Repubblica.


Giorgio Napolitano (Napoli 1925) è un politico italiano, undicesimo presidente della Repubblica. In precedenza era stato presidente della Camera dei deputati nell'XI Legislatura (subentrando nel 1992 a Oscar Luigi Scalfaro, salito al Quirinale) e ministro dell'Interno nel Governo Prodi I, nonché deputato dal 1953 al 1996, europarlamentare dal 1999 al 2004 e senatore a vita dal 2005 (nominato da Carlo Azeglio Ciampi) fino alla sua elezione alla prima carica della Repubblica. È il primo e finora unico Capo dello Stato a essere stato membro del Partito Comunista Italiano. È il terzo presidente a essere eletto, al primo mandato, alla quarta chiamata, il sesto ex Presidente della Camera eletto Capo dello Stato, il secondo a essere eletto da senatore a vita, il terzo proveniente dai ranghi della sinistra e il terzo presidente napoletano. Il 20 aprile 2013 è stato rieletto, divenendo il primo Presidente della Repubblica ad essere chiamato ad un secondo mandato, oltre che il più anziano al momento dell'elezione nella storia repubblicana. Come Capo dello Stato, Giorgio Napolitano ha nominato quattro presidenti del Consiglio dei Ministri: Romano Prodi (2006-2008), Silvio Berlusconi (2008-2011), Mario Monti (2011-2013), ed Enrico Letta (2013, attualmente in carica). Ha conferito l'incarico per la formazione del Governo all'allora Presidente del Senato Franco Marini nel 2008, in occasione della crisi dell'esecutivo guidato da Prodi, e a Pier Luigi Bersani dopo le elezioni politiche del 2013.

 


Fuentes:

Diversas Enciclopedias

Wikipedia

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